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Venerdì, 25 Maggio , 2018
Responsabili dati, non tutto fare
Antonio Ciccia Messina - Italia Oggi - pag. 27
Oggi entra in vigore il Regolamento Ue sulla privacy. Nonostante manchi un decreto italiano di coordinamento. Ieri il Garante per la privacy, Antonello Soro, nel corso della convention dei Responsabili della protezione dei dati tenutasi a Bologna, ha chiesto al Palamento di fare in fretta sul decreto legislativo di armonizzazione. ‘L’idea che da domani ci possa essere una sopravvivenza di norme sulle quali il legislatore è in cammino, non va bene’. Il responsabile della protezione dati è una figura importante ma non un factotum. Nominarlo e affidargli tutta la privacy vuol dire non aver compreso bene il suo ruolo. Sulle sanzioni Soro ha chiarito che è un errore pensare che il Garante per sei mesi non le applicherà. Se arriverà una notizia di illecito l’ufficio sarà tenuto ad esercitare i poteri assegnati dal Regolamento, a prescindere dall’eventuale sospensione del provvedimento del 22 febbraio 2018 sul monitoraggio. (Ved. Anche Il Sole 24 Ore: ‘E’ il giorno della privacy europea’ – pag. 29)

Fisco flessibile sulle e-fatture
Francesco Zuech e Fabrizio G. Poggiani - Italia Oggi - pag. 29
Ieri, nel corso di un convegno, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti sulle fatture elettroniche. I documenti digitali scartati dal sistema di gestione delle Entrate (Sdi) potranno essere ritrasmessi entro 5 giorni senza sanzioni, come avviene di regola per le dichiarazioni e le comunicazioni all’Agenzia. Per i carburanti si parte immediatamente con la fatturazione elettronica dal 1°luglio, ma l’obbligo non riguarderà il netting con i fornitori esteri. Le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformità alle vigenti regole tecniche, hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformità all’originale è attestata da un pubblico ufficiale autorizzato o se la conformità non è espressamente disconosciuta. Resta fermo, se previsto, l’obbligo di conservazione dell’originale informatico. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Fattura elettronica in tempi stretti’ – pag. 22)

Lista grigia in progress
Giorgia Pacione Di Bello - Italia Oggi - pag. 30
Secondo un documento redatto dal Gruppo del Codice di Condotta sono quattro i paesi che hanno iniziato ad adeguare il loro sistema fiscale agli standard Ue. Parliamo di Montenegro, Serbia, Maldive e Mongolia. Questi paesi hanno un piede fuori dalla lista grigia dei paradisi fiscali extra-Ue. Il Gruppo ha così aggiornato la lista grigia alleggerendo queste giurisdizioni da alcuni obblighi fiscali. I 47 paesi, inizialmente inseriti nella lista grigia, si erano impegnati a modificare i loro regimi sotto tre aspetti: trasparenza, tassazione equa e standard Beps. Per adempiere agli impegni presi era stata fissata la scadenza di fine 2018 (per i paesi in via di sviluppo, fine 2019). Alcuni si sono mossi per tempo. Le Maldive, a dicembre 2017, si sono impegnate a rendere il proprio sistema più trasparente, equo e ad aderire agli standard Beps. Nel 2018, ratificando la convenzione sui Beps, sono state tolte dall’elenco dei paesi che presentano buchi normativi in tema di erosione della base imponibile. Restano sotto osservazione per trasparenza e tassazione equa. Stessa sorte per Montenegro, Serbia e Mongolia.

La Gdf farà verifiche ma di qualità
Andrea Bongi - Italia Oggi - pag. 30
Con la circolare n. 1/2018 la Guardia di Finanza ha fornito le istruzioni operative sulle verifiche fiscali. L’intento è quello di elevare il livello qualitativo dei rilievi affinché le informazioni conseguite consentano alle Fiamme gialle di sostenere la pretesa tributaria anche nel corso di un eventuale contenzioso tributario. La qualità delle verifiche fiscali si raggiunge sia assicurando al contribuente tutte le tutele previste dall’ordinamento, sia rafforzando l’attività di selezione preventiva all’accesso vero e proprio. Sono queste le principali considerazioni emerse nel corso del convegno su ‘evasione e frodi fiscali’ tenutosi ieri a Napoli e organizzato dall’Associazione nazionale dei commercialisti. I reparti operativi sono tenuti sempre a stimolare l’adempimento spontaneo dei contribuenti per cui l’accesso al ravvedimento operoso nel corso delle verifiche deve essere sempre valutato dai militari verbalizzanti anche ai fini della prosecuzione delle operazioni di verifica.

Non residenti, documenti snelli
Valerio Stroppa - Italia Oggi - pag. 31
L’attestato di residenza fiscale oltreconfine da presentare all’amministrazione finanziaria italiana può essere rilasciato dalla tax authority del paese estero anche su una modulistica propria, diversa cioè da quella predisposta dall’Agenzia delle Entrate. Qualora l’autorità fiscale straniera preveda il rilascio dell’attestato mediante una procedura elettronica, la validità del documento deve essere verificabile. Allo stesso modo, a parti invertite le Entrate possono certificare la residenza del soggetto italiano su una modulistica diversa dalla propria, laddove i ‘colleghi’ stranieri lo richiedano. Ciò potrà tuttavia avvenire solo qualora il modello estero sia ‘sostanzialmente simile a quello italiano’. E’ quanto precisa l’Agenzia delle Entrate in alcune risposte a domande frequenti pubblicate sul sito istituzionale. I quesiti riguardano l’applicazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni e, in particolare, l’utilizzo dei modelli approvati con provvedimento del 10 luglio 2013.

Abiti ai vip, spese di rappresentanza
- - Italia Oggi - pag. 31
Gli abiti griffati regalati alle celebrity sono spese di rappresentanza e non pubblicità. Dunque, i costi sostenuti per la cessione gratuita di capi griffati a Vip senza obbligo giuridico di indossarli in manifestazioni pubbliche, integrano spese di rappresentanza, solo parzialmente deducibili e rispetto alle quali non è ammessa la detrazione dell’Iva mancando un collegamento obiettivo e immediato con la promozione di un prodotto o di una produzione e con l’aspettativa diretta di un maggior ricavo. Lo ha ribadito la Corte di cassazione nella sentenza n. 10636 dello scorso 4 maggio.

C’è l’Imu sui capannoni agricoli
Benito Fuoco e Nicola Fuoco - Italia Oggi - pag. 32
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 12780/2018, chiarisce che solo i fabbricati censiti nelle categorie catastali A/6 e D/10 sono esenti dal pagamento di Imu/Ici. L’eventuale inserimento di un fabbricato industriale agricolo censito nella categoria catastale D/1, non consente l’esenzione dai tributi locali, anche se sia stata annotata la richiesta di ‘parificazione’ con la categoria catastale D/10; la richiesta di ‘parificazione’, infatti, sia pure annotata al catasto non attribuisce una diversa categoria catastale. Dunque, zero esenzione per i fabbricati industriali parificati a rurali.

L’adesione si chiede anche via Pec
Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - pag. 22
E’ valida la notifica via Pec del ricorso consegnato alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso l’atto impositivo. Il deposito diretto del ricorso può invece avvenire mediante consegna a qualunque ufficio territoriale avente sede nella circoscrizione della Direzione Provinciale che ha emanato l’atto da impugnare e non necessariamente presso la sede della Direzione stessa. A precisarlo è l’Agenzia delle Entrate con i chiarimenti forniti in occasione del forum l’Esperto risponde.

Pagamenti anticipati con deduzione del costo per cassa
Gian Paolo Tosoni - Il Sole 24 Ore - pag. 22
Nei pagamenti anticipati il criterio di cassa prevale sulla contabilità Iva. Lo ha chiarito ieri l’Agenzia delle Entrate nel corso del forum l’Esperto risponde. Dunque, in presenza del pagamento di una spesa posto in essere, ad esempio, nel 2017 con fattura ricevuta e registrata nel 2018, si genera un costo deducibile nel 2017. Ciò riguarda i contribuenti in regime di contabilità semplificata, che non abbiano optato per il metodo della registrazione. Il costo di una merce, consegnata e pagata nel 2017, con fattura differita emessa entro il 15 gennaio 2018 e registrata in tale anno dall’acquirente, è deducibile nel periodo di imposta del pagamento poiché coincide con quello di consegna. L’Agenzia non ritiene che abbia supremazia la contabilità Iva; è dell’avviso, invece, che vada integrato il registro Iva relativo all’anno del pagamento con la fattura relativa, ancorché ricevuta e registrata nell’anno successivo.

Per i costi certi solo nel 2018 la deduzione è da rinviare
Luca Gaiani - Il Sole 24 Ore - pag. 23
Una sentenza di inizio anno consente la deduzione dell’onere solo in questo esercizio, anche se l’importo è stato iscritto per competenza nel bilancio 2017. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nel forum di ieri, richiamando quanto indicato dall’Oic sulla classificazione nei fondi degli importi divenuti certi dopo il 31 dicembre. Resta però da individuare il regime di poste che, seppur a cavallo dei due anni, sono iscritte sin dall’origine in contropartita di debiti. L’ingresso della derivazione rafforzata nelle dichiarazioni dei redditi 2018 delle società Oic-adopter sta generando dubbi circa il momento di deduzione fiscale dei costi di competenza di un esercizio che si quantificano in modo definitivo dopo la chiusura dello stesso, ma prima della redazione del bilancio.

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