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Giovedì, 21 Febbraio , 2019
Tensioni nel governo sulla manovra bis Tav, patto tra gli alleati per prendere tempo
Marco Galluzzo - Corriere della Sera - pag. 5
E’ prematuro parlare di una manovra bis a poco più di due mesi dal confronto con le istituzioni europee che hanno valutato positivamente la manovra di bilancio a seguito del negoziato. Sono le parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Di sicuro c’è che il Def, da presentare entro il 10 aprile, terrà conto del mutato quadro macroeconomico e verranno aggiornate le previsioni economiche. Soltanto parlare di manovra correttiva ha fatto però salire lo spread a 280 punti. In merito alla Tav oggi inizia la discussione alla Camera. Lega e Cinque Stelle presenteranno una mozione che impegna il Governo a ridiscutere integralmente il progetto della Torino Lione con la Francia. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Tria: ‘Se il Pil scende pronta la riserva da due miliardi’ – pag. 3 e Italia Oggi: ‘Tria non esclude la manovra bis’ – pag. 3)

Spending, aumento Iva, 80 euro: carte nascoste per Def e manovra-bis
Marco Mobili e Marco Rogari - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Fino alle elezioni europee il Governo non parlerà di manovra correttiva. Ieri il vicepremier Salvini ha ribadito il suo secco ‘no’ a qualsiasi ipotesi di intervento sui conti. ‘Non ci sarà la manovra correttiva e non ci saranno nuove tasse aggiuntive, tasse sui conti correnti, sui risparmi degli italiani o sulle case’. La precisazione risponde alle dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti che aveva rimandato ai prossimi mesi la valutazione su una possibile manovra correttiva. La strada è lunga e anche in salita. Basti pensare ai 23 miliardi di clausole Iva da disinnescare a fine anno. Tra i serbatoi dai quali il Governo potrebbe attingere risorse c’è quello del taglio delle tax expenditures in cui figurano anche gli 80 euro del bonus Renzi. La Lega vorrebbe utilizzare i 10 miliardi di questo bonus per tagliare la prima aliquota Irpef dal 23 al 20%. Sulla spending review, non risulta ancora insediata la task force taglia-forbici più volte evocata da Di Maio.

E-fatture e scontrini, obiettivo 2,3 miliardi
M.Mo. e G.Par. - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Dalla fatturazione elettronica obbligatoria tra privati e dalla trasmissione degli scontrini telematici il Governo conta di incassare 4 miliardi di maggiori entrate. Il Governo Gentiloni aveva stimato quasi 2 miliardi in più per il 2019 dal contrasto all’evasione e grazie all’emersione spontanea con la e-fattura. A questa cifra il Governo Conte ha aggiunto 340 milioni con l’introduzione degli scontrini telematici. Incassi che dovrebbero raddoppiare entro il 2021, per arrivare al traguardo di 4 miliardi. Il tema degli obiettivi di finanza pubblica è così rilevante da non consentire di accogliere le numerose e ripetute richieste di proroga del debutto della e-fattura. Non è stato concesso neanche lo slittamento di un mese, chiesto dai commercialisti, della moratoria sulle sanzioni per chi inviava la fattura elettronica di gennaio entro la scadenza della liquidazione Iva.

L’avviso bonario è un atto impositivo La Cassazione riapre la partita sulle liti
Luigi Lovecchio - Il Sole 24 Ore - pag. 24
In due recenti sentenze la Corte di cassazione ha statuito che le cartelle di pagamento sono atti impositivi e le relative controversie possono essere definite in forza dell’articolo 16, legge 289/2002. Le pronunce sono estremamente attuali se pensiamo alla definizione delle liti pendenti di cui all’articolo 16 del Dl 119/2018. Per l’Agenzia delle Entrate le controversie in materia di avvisi bonari non possono essere definite perché hanno ad oggetto atti che hanno natura meramente liquidatoria. Le istruzioni per la compilazione del modello di istanza affermano infatti che non possono essere condonate le liti relative, tra l’altro, a ruoli e cartelle di pagamento. Sul punto i giudici del Palazzaccio hanno osservato che le cartelle emesse in sede di liquidazione delle dichiarazioni rappresentano il primo atto ricevuto dal contribuente nel quale si manifesta la pretesa tributaria. Per questo le stesse sono impugnabili per vizi propri e dunque rientrano nella nozione di atti impositivi.

E-fattura, niente esoneri nelle aree terremotate
Alessandra Caputo e Gian Paolo Tosoni - Il Sole 24 Ore - pag. 24
Anche le imprese colpite dal terremoto sono obbligate alla fatturazione elettronica. Un parlamentare di Forza Italia ha presentato un’interrogazione con la quale segnalava l’opportunità di esonerare dall’obbligo di fatturazione elettronica i titolari di partita Iva che risiedono nei comuni colpiti dal terremoto. Il ministero dell’Economia ha risposto negativamente, precisando che gli esoneri dall’obbligo di fatturazione elettronica sono previsti per determinate categorie di contribuenti, individuati in base al volume d’affare o alla tipologia di attività esercitata e che delle difficoltà che possono derivare dalla prima applicazione di queste disposizioni, il legislatore ne ha già tenuto conto. Infatti, dal 1°luglio 2019 la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione. Inoltre, fino al 30 giugno 2019, prorogato al 30 settembre 2019 per i contribuenti mensili, non si applicano le sanzioni se la fattura è emessa entro il termine previsto per la liquidazione Iva periodica. (Ved. anche Italia Oggi: ‘E-fattura, niente esonero ai terremotati del 2016’ – pag. 29)

Aggio da giustificare con l’attività svolta dalla riscossione
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - pag. 24
Con la sentenza n. 38, depositata lo scorso 12 febbraio, la Ctp di Parma ha affermato che è illegittimo l’aggio richiesto nella cartella di pagamento se l’agente della riscossione non documenta le prestazioni eseguite e le spese sostenute. Il caso riguardava una società che aveva impugnato una cartella di pagamento per imposte dichiarate e non versate. Tra i motivi del ricorso la contribuente eccepiva la mancata indicazione del calcolo degli interessi e la giustificazione degli aggi pretesi ritenuti sproporzionati rispetto all’attività svolta. L’agente della riscossione si costituiva in giudizio. In merito alla mancata indicazione del calcolo degli interessi i giudici parmensi hanno precisato che il contribuente deve essere messo nelle condizioni di verificare la correttezza della pretesa. Per quanto concerne l’aggio e la sproporzione della sua richiesta, spetta all’esattore fornire l’onere della prova e dimostrare la consistenza delle prestazioni eseguite e la rispondenza delle somme richieste per tali prestazioni.

Madre-figlia svizzera, dividendi senza ritenute
Marco Croce e Valerio Vallefuoco - Il Sole 24 Ore - pag. 25
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello 57, torna sul tema della tassazione dei dividendi erogati nei confronti di soggetti controllanti esteri. Il parere segue la sentenza della Cassazione, la n. 32255, pubblicata lo scorso 13 dicembre, che aveva negato il diritto al rimborso della ritenuta relativa ai dividendi erogati da una società italiana alla controllante lussemburghese. L’Agenzia richiama l’accordo stipulato tra l’Unione europea e la Svizzera del 26 ottobre 2004 in base al quale è prevista una specifica esenzione all’applicazione della ritenuta del 27%. I dividenti corrisposti alle società controllanti non sono soggetti a imposizione fiscale nel Paese d’origine a patto che le società coinvolte rispettino quattro requisiti. Inoltre, per beneficiare del regime madre-figlia le società elvetiche non possono godere di particolari regimi agevolativi. Nel caso analizzato la società aveva rinunciato al regime delle ‘società holding residenti in Svizzera’ che prevede l’esenzione dalle imposte cantonali e municipali.

Tia, non si può cambiare la platea
Massimo Romeo - Il Sole 24 Ore - pag. 25
Il Comune non può estendere con regolamento la platea dei soggetti passivi perché violerebbe il principio della cosiddetta riserva di legge in materia tributaria; questo si verifica, in ambito della Tariffa d’igiene ambientale (Tia), laddove la legge prevede che è ‘soggetto passivo sia l’occupante che il conduttore in leasing per tutta la durata dell’occupazione’ mentre il regolamento comunale stabilisce ‘quale soggetto obbligato e responsabile del pagamento della tariffa, in solido con il conduttore, il proprietario delle aree o dei locali per i quali l’occupante non presenti denuncia’. E’ quanto emerge dalla sentenza 755/2019 della Ctr Lombardia. Il caso analizzato dai giudici tributari d’appello riguardava l’impugnazione da parte di una società di leasing di un avviso di accertamento, in ambito Tia, conseguente all’omesso pagamento di alcune annualità per un immobile concesso dalla ricorrente in locazione finanziaria ad altra società poi fallita.

Si va sul penale, l’Iva è pesante
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 28
Paga sanzioni oltre il minimo chi non versa l’Iva sugli acquisti nell’ambito di un’operazione commerciale con rilevanza penale. E’ quanto stabilito dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 4927 di ieri. I giudici di piazza Cavour hanno bocciato il ricorso presentato da una società sanzionata per non aver pagato l’imposta sugli acquisti. La difesa della società si è opposta davanti alla corte di legittimità all’applicazione delle sanzioni e alla misura. Secondo l’avvocato la somma era di certo superiore al minimo edittale. I Supremi giudici hanno però respinto il gravame sostenendo che l’art. 7 del Dlgs 472/1997 va interpretato nel senso che nella scelta tra i due corni della sanzione edittale deve farsi riferimento ai parametri normativi della gravità della violazione, dell’opera posta in essere dall’agente per eliminare o attenuare le conseguenze, della personalità dell’agente e delle sue condizioni economico-sociali.

Forfettari, soglia sui ricavi
Vincenzo Morena - Italia Oggi - pag. 29
Rispondendo all’interrogazione proposta da una deputata del Pd, il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa, ha fornito chiarimenti sull’accesso al regime a forfait. Per i forfettari a rilevare sono i ricavi/compensi percepiti nell’esercizio precedente; a nulla rilevano i costi sostenuti né il reddito conseguito. Inoltre, dal 2019 potranno accedere al regime di favore i soggetti che impiegano nell’attività dipendenti, collaboratori e quelli che utilizzano beni strumentali di qualsiasi valore. Infine, l’ambito soggettivo sia del regime forfetario, che della disciplina dell’imposta sostitutiva è circoscritto alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arte o professione, con esclusione dei contribuenti che esercitano tale attività in forma associata.

Tax credit riqualificazione, cessione a maglie larghe
Vincenzo Morena - Italia Oggi - pag. 29
Il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, ieri, in commissione Finanze alla Camera ha affermato che il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico-alberghiere può essere ceduto insieme ai beni agevolati, qualora questi ultimi vengano ceduti unitamente all’azienda o a un ramo d’azienda e l’avente causa continui l’attività. La revoca dell’agevolazione, infatti, non opera in modo automatico in relazione ai trasferimenti di beni agevolati effettuati nell’ambito di un più ampio contesto di riorganizzazione aziendale se tali trasferimenti non contrastano con la ratio antielusiva della disposizione finalizzata ad impedire fenomeni di immissione solo temporanea dei beni nell’impresa al solo fine di fruire del beneficio.

Gli Isa debuttano in Redditi
Andrea Bongi - Italia Oggi - pag. 30
Debuttano nel modello Redditi 2019 i nuovi Isa, gli indicatori sintetici di affidabilità. Nei prospetti dedicati alla determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo trovano dunque collocazione sia l’apposita casella dove il contribuente può indicare le cause di esclusione dall’applicazione degli Isa, sia un apposito campo nel quale indicare i maggiori ricavi o compensi inseriti in dichiarazione per migliorare il punteggio di affidabilità fiscale. Nel frontespizio dei modelli Redditi 2019 di persone fisiche e società è stata inserita la casella ‘Isa’ e sono state eliminate le caselle ‘Studi di settore’ e ‘Parametri’. La casella andrà barrata qualora alla dichiarazione dei Redditi siano stati allegati i modelli Isa. Nel riquadro dedicato al visto di conformità figura la casella che i contribuenti virtuosi ai nuovi Isa potranno barrare per usufruire dell’esonero dall’apposizione del visto di conformità.

La sentenza allunga i termini
Ugo Nipote - Italia Oggi - pag. 31
Dal combinato disposto delle norme sul contenzioso e del Dl 119/2018 (pace fiscale) emerge che per le notifiche delle sentenze proclamate fino al 1°giugno 2019, le impugnazioni slittano al 2020, mentre per quelle fatte a partire dal 2 giugno valgono i normali 60 giorni più l’eventuale sospensione feriale. La legge sul contenzioso prevede che il contribuente, dopo il deposito di una pronuncia a lui favorevole, può scegliere se notificare la stessa all’Agenzia delle Entrate o restare inerte. Nel primo caso il termine per appellare sarà di 60 giorni, nel secondo di 6 mesi, fatta salva per entrambe la sospensione feriale. Chi decidesse di non avvalersi del condono e di proseguire la controversia con l’Agenzia delle Entrate deve evitare che l’appello cada prima del 31 luglio 2019. Se così fosse il termine verrebbe prorogato di nove mesi e l’intento vanificato. Occorre, pertanto, che la notifica procuri una scadenza per l’appello successiva al 31 luglio, evitando in questo modo l’applicazione della proroga.

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