Studio Mirabile Baccarani
Ragionieri Commercialisti - Revisori legali dei conti
Mirabile srl
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Rassegna Fiscale
Pensionati in arrivo dall’estero: al Sud flat tax in altri 81 Comuni
Dal 7 aprile chi si trasferisce in Comuni che hanno fino a 30 mila abitanti e si trovano in una delle otto Regioni meridionali o nei centri colpiti dai sismi del 2009-2016 può scegliere la flat tax al 7%. Interessati sono i pensionati esteri che si trasferiscono nel Mezzogiorno o nelle località di Marche, Lazio e Umbria colpite dai terremoti. L’innalzamento del numero degli abitanti, da 20 mila a 30 mila, rende possibile cogliere l’agevolazione in altri 81 Comuni oltre ai 2.392 già inclusi fin dall’inizio. Oggi in tutte le regioni del Sud rientra nell’agevolazione il 90% o più dei Comuni. Finora i pensionati che si sono trasferiti dall’estero sono solo 933 e il fenomeno è marginale anche rispetto ai movimenti inversi: nel 2024, ad esempio, sono andati all’estero poco più di 3 mila pensionati italiani. I dati ci diranno se i numeri aggiunti dalla nuova norma saranno attrattivi. Finora il risparmio fiscale non è stato una molla decisiva. Servono servizi per i nuovi residenti anziani (ospedali, supermercati, assistenza a domicilio).
Date d’invio e ricalcolo acconti nell’agenda di Redditi 2026
Adempimenti. In attesa di sapere se anche quest’anno verrà applicata la consueta proroga per i versamenti dei soggetti Isa è bene fare il punto sulle varie scadenze legate ai modelli Redditi e Irap 2026 relativi al periodo d’imposta 2025. Già annunciata la proroga dal 30 settembre al 31 ottobre per aderire al concordato preventivo biennale 2026-2027. In merito ai versamenti, il problema di quest’anno è quello di destreggiarsi nella corretta determinazione degli acconti di imposta. Molte norme impongono di ricalcolare l’acconto per rideterminare la base imponibile senza considerare alcuni benefici sfruttati al momento del saldo d’imposta o anticipando misure penalizzanti entrate in vigore dallo scorso 1°gennaio. Le fattispecie interessate sono: premio nuovi assunti, Ires premiale e rateazione delle plusvalenze e degli iper-ammortamenti.
Agevolazioni Imu, Cassazione ancora incerta sull’obbligo di dichiarazione
Non è univoco l’orientamento della Cassazione sull’obbligo dichiarativo Imu e, in particolare sulla obbligatorietà della denuncia ai fini dell’applicazione di agevolazioni ed esenzioni. Il 30 giugno scade il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al 2025 e appare opportuno, quindi, soffermarsi sul punto. La norma prescrive che la dichiarazione va presentata nei casi previsti e non va ripetuta se non ci sono modifiche sugli immobili. L’omissione della denuncia dovrebbe far perdere il beneficio solo quando la legge lo prevede espressamente come requisito essenziale. Diverse pronunce hanno riconosciuto agevolazioni anche senza dichiarazione, se il Comune è già a conoscenza dei fatti. Per alcune esenzioni, però, la Corte adotta una linea più rigorosa: per enti non commerciali e immobili merce delle imprese costruttrici la dichiarazione è indispensabile. In alcuni casi la Cassazione ha richiesto la presentazione annuale della denuncia, aumentando le incertezze dei contribuenti.
Niente vantaggio Ipt se il cambio della sede aziendale è solo formale
Sul trasferimento delle sedi legali delle società di noleggio verso territori nazionali a fiscalità più conveniente il dibattito dura da tempo. La Cgt di Milano, con la sentenza 39/9/2026, si è pronunciata sul caso di una società del settore che, dopo aver trasferito la sede legale in Trentino, aveva iniziato a registrare lì le formalità Pra, beneficiando della tariffa fissa prevista dalla Provincia autonoma per l’imposta provinciale di trascrizione. Per l’ente territoriale lombardo si tratta di un’operazione elusiva, in quanto la sede trentina è solo un involucro formale, privo di reale attività. La Corte ha accolto questa impostazione, ritenendo dimostrato che il centro effettivo della gestione fosse rimasto in Lombardia, dove si concentrano personale, funzioni amministrative, riunioni societarie e rapporti operativi.
Omesse ritenute: l’atto va sempre iscritto a ruolo nei confronti del sostituto
La Cgt di primo grado di Matera, con la sentenza 83/1/2026, ha stabilito che la responsabilità solidale del sostituto d’imposta presuppone l’avvenuta iscrizione a ruolo del sostituto per ritenute non operate e non versate: essa attiene alla fase della riscossione e non a quella dell’accertamento. È pertanto illegittima la notifica dell’avviso di accertamento, emesso sia nei confronti della società sostituita che del socio sostituito, ove tale notifica avvenga prima dell’iscrizione a ruolo della prima, quale sostituto d’imposta. Parimenti, è illegittimo l’atto impositivo emesso in esito al contraddittorio preventivo che non motivi in via rafforzata le ragioni del mancato accoglimento delle osservazioni del contribuente, in violazione dell’articolo 6-bis, comma 4, dello Statuto dei diritti del contribuente.
Iter negoziato e debiti fiscali, termini rigidi per l’accordo
Lo scorso 15 aprile l’Agenzia delle Entrate ha messo in pubblica consultazione la prima parte della bozza di circolare sul trattamento dei debiti tributari nell’ambito degli istituti disciplinati dal Codice della crisi, che si occupa anche dei profili non tributari di tali istituti. Le precisazioni più utili per gli operatori riguardano la composizione negoziata della crisi. Gli interessati possono inviare osservazioni e proposte di modifica o integrazione della circolare fino al prossimo 20 maggio. L’accordo transattivo può includere tutte le imposte e accessori, compresa l’Iva, oltre a debiti già rateizzati o oggetto di rottamazioni e definizioni agevolate. Le rateazioni in corso vengono assorbite dall’accordo e decadono solo se questo diventa efficace; in caso contrario proseguono senza perdere benefici. La proposta transattiva va presentata con largo anticipo, idealmente 4-5 mesi prima della chiusura della composizione negoziata. Restano dubbi se l’accordo tributario possa essere concluso anche dopo la fine delle trattative.
Sindaci, per la responsabilità rilevano le ‘consegne’
Le Norme di comportamento del collegio sindacale di società non quotate, elaborate dal Cndcec, delineano con precisione gli adempimenti che i nuovi componenti dell’organo di controllo devono compiere nella fase di insediamento. Perfezionata la nomina e la seguente accettazione (per iscritto), il collegio sindacale deve riunirsi in fretta al fine di accertare il rispetto delle condizioni di indipendenza. L’attività di controllo sui requisiti da parte del collegio deve avvenire almeno una volta all’anno. Cruciale il passaggio di consegne, con la pronta consegna del libro dei verbali del collegio sindacale. L’efficacia dell’attività di vigilanza passa da una conoscenza approfondita della realtà aziendale. La valutazione deve tenere conto anche della composizione e delle funzioni attribuite al collegio, con particolare riguardo all’eventuale esercizio della revisione legale dei conti.
Derivazione rafforzata in bilico
Nel position paper dello scorso 7 maggio Assonime avverte che il principio di derivazione del reddito d’impresa dal bilancio civilistico si sta indebolendo per effetto delle recenti norme fiscali. La riforma delegata del 2023 puntava a semplificare e avvicinare valori contabili e fiscali, riducendo i ‘doppi binari’, costosi e fonte di contenzioso. Tuttavia, interventi recenti (Dlgs 192/2024 e legge di Bilancio 2026) hanno introdotto nuove eccezioni e meccanismi fiscali scollegati dal bilancio, complicando il sistema. Criticità emergono su commesse, svalutazioni, errori contabili, titoli obbligazionari, azioni proprie e settore finanziario. Secondo Assonime, il rischio è un sistema meno coerente, più oneroso per imprese e Fisco e meno aderente alla reale capacità economica. Le deroghe al bilancio dovrebbero rimanere limitate, orientate a prevenire abusi, non a moltiplicare complessità.
Sentenze di rito non vincolanti
Nell’ordinanza n. 12611/2026, depositata lo scorso 5 maggio, la Cassazione civile tributaria ha disposto che nel processo tributario, la definitività dell’accertamento con sentenza passata in giudicato non sempre vincola il giudice tributario. Infatti, nell’accertamento emesso nei confronti della società, resosi definitivo per mancanza di impugnazione dell’atto impositivo non è preclusa al socio la possibilità, in un altro giudizio, di contestare, non solo la percezione e la distribuzione di utili extracontabili, ma anche la stessa esistenza e misura del reddito societario presupposto. Imponendo, inoltre, al giudice tributario di verificare e, se del caso, rideterminare il reddito della società ai soli fini della corretta quantificazione del reddito imputato per trasparenza al socio, nel rispetto del principio di capacità contributiva. Un avviso di accertamento era stato notificato a una Srl in liquidazione, che aveva omesso di presentare la dichiarazione dei redditi per il 2007, in cui i soci dichiaravano i redditi per trasparenza.
Cup, cause al giudice tributario
La Cassazione a Sezioni unite, con la sentenza n. 12225 dello scorso 1°maggio, ha sostenuto che il canone unico, applicato dagli enti locali per l’occupazione di suolo pubblico e per la diffusione di messaggi pubblicitari, è un tributo e le relative controversie sono soggette alla giurisdizione tributaria, ancorché il legislatore gli abbia riconosciuto una natura patrimoniale. Di conseguenza le controversie sul Cup vanno trattate dal giudice tributario. Secondo la Suprema corte, il Cup presenta i caratteri tipici di un tributo, ovvero obbligatorietà del pagamento, assenza di un rapporto diretto tra somma versata e servizio ricevuto e destinazione al finanziamento della spesa pubblica. La decisione comporta l’applicazione delle regole fiscali, incluse sanzioni tributarie più severe, anche per violazioni pregresse. Esclusa dalla giurisdizione tributaria ogni causa di risarcimento danni.
Obbligo di deposito dei bilanci, si è aperta la finestra temporale
Una volta che l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio, questo va depositato, a cura degli amministratori, presso il competente registro delle imprese, nel rispetto dei termini e delle modalità. Entro 30 giorni dall’approvazione, una copia, unitamente alla relazione sulla gestione (se presente), alla relazione del collegio sindacale (se esistente) e al verbale di approvazione dell’assemblea o del consiglio di sorveglianza deve essere depositata presso l’ufficio del registro delle imprese. Inoltre, le società non aventi azioni quotate in mercati regolamentati sono tenute a depositare per l’iscrizione nel registro l’elenco dei soci riferito alla data di approvazione del bilancio. L’elenco va corredato dall’indicazione analitica delle annotazioni effettuate nel libro dei soci a partire dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio precedente. Si tratta di un obbligo che investe tutte le società di capitali e le società cooperative.
Novità Fiscali
Chiarimenti sulla detraibilità delle spese di coordinamento nei contratti di appalto e subappalto con general contractor nell’ambito del Superbonus
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 17/E del 29 aprile 2026, ha fornito chiarimenti in merito al corretto inquadramento tributario delle spese sostenute per gli interventi legati al Superbonus, in presenza di contratti di appalto e subappalto stipulati dalle imprese edili incaricate dei lavori.
I chiarimenti hanno riguardato, in particolare, la correttezza degli esiti dei controlli effettuati dalle Direzioni provinciali nei confronti delle imprese di costruzione che, in qualità di appaltatrici – e avvalendosi anche di imprese subappaltatrici – hanno realizzato i lavori per i quali i committenti hanno potuto fruire dello sconto in fattura.
Le imprese in parola, oltre a rivestire il ruolo di appaltatrici degli interventi agevolati, hanno assunto anche il ruolo di ‘general contractor superbonus’, obbligandosi verso il committente a gestire anche i rapporti con i vari professionisti coinvolti nei lavori e nelle procedure di asseverazione.
L’Agenzia ha rilevato che nell’affidamento dei lavori in subappalto, il corrispettivo applicato dall’impresa appaltatrice al committente, nella parte eccedente rispetto a quanto riconosciuto alle imprese subappaltatrici, viene considerato come corrispettivo per attività di mero coordinamento, con conseguente disconoscimento della detraibilità della corrispondente spesa per il committente.
Nei lavori legati al Superbonus diverse imprese edili si sono qualificate sul mercato come ‘general contractor Superbonus’. Si tratta di una espressione ‘atecnica’ dal punto di vista giuridico in quanto la figura del contraente generale è tipica dei contratti pubblici e non trova applicazione nei rapporti tra privati, come quelli relativi al Superbonus. Nel privato, però, vige il principio della piena autonomia negoziale e di conseguenza committente e appaltatore sono liberi di prevedere subappalti totali o parziali.
Pertanto, nei rapporti tra privati l’operatore che si presenta come general contractor Superbonus non assume alcuna qualifica speciale. La sua natura giuridica dipende solo dalle obbligazioni contrattuali assunte.
La possibilità di optare per la fruizione del beneficio fiscale sotto forma di sconto sul corrispettivo, direttamente in fattura dal fornitore al committente, ha dato impulso a prassi commerciali e modelli organizzativi di accentramento, in capo ad un unico soggetto, non soltanto del ruolo di ‘appaltatore unico’ ma, anche, di ‘referente amministrativo e finanziario unico’ del committente. Tutto questo relativamente alla realizzazione delle opere, ai servizi professionali tecnici di progettazione ed esecuzione dell’opera, ai servizi professionali di asseverazione e ai servizi amministrativi connessi al rilascio del visto di conformità fiscale.
Tre le tipologie contrattuali più diffuse nell’ambito del Superbonus:
- impresa appaltatrice che realizza gli interventi agevolati, con facoltà di subappalto;
- mandatario che contrattualizza e paga per conto del committente i professionisti tecnici e fiscali, coordinandoli sul piano amministrativo;
- commissionario di servizi amministrativi che applica lo sconto in fattura sia sui propri corrispettivi sia su quelli dei professionisti riaddebitati.
Distinzione tra general contractor ‘puro’ e general contractor ‘appaltatore’
L’Agenzia delle Entrate, in vari documenti di prassi, ha delimitato il perimetro delle spese sostenute in caso di lavori coordinati dal general contractor.
Di questo si è parlato in tre diverse risposte ad istanze di interpello pubblicate nel 2021 (risposte nn. 254, 261 e 480), a cui ha fatto seguito la circolare n. 23/2022 che ha fornito indicazioni di dettaglio, confermando quanto espresso in occasione delle tre richiamate risposte a interpello.
Dalla circolare n. 23/E/2022 emerge la nozione di ‘contraente generale’ ossia ‘general contractor’. Sono tali coloro che ‘ su incarico dei committenti (persone fisiche, condòmini) gestiscono i rapporti con le imprese nonché, in taluni casi, con i professionisti e i tecnici, che rilasciano le prescritte asseverazioni, e con i Caf o i professionisti che rilasciano il visto di conformità ai fini dell’opzione per il c.d. sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante al committente’, pur nella piena consapevolezza che ‘tale figura è stata […] normativamente individuata solo dalla disciplina dei contratti pubblici mentre, con riferimento agli interventi edilizi commissionati da soggetti privati, l’attività di ‘contraente generale’ è ordinariamente disciplinata nell’ambito dell’autonomia contrattuale che regola i rapporti privatistici che intercorrono tra il committente/beneficiario delle agevolazioni e le imprese e/o i professionisti’.
Dalla lettura della circolare emerge che ‘ai fini dell’applicazione delle agevolazioni fiscali, compreso il Superbonus, non rilevano gli schemi contrattuali utilizzati nei rapporti tra committente e general contractor – che attengono esclusivamente a profili civilistici – essendo, invece, necessario che siano debitamente documentate le spese sostenute e rimaste effettivamente a carico del committente/beneficiario dell’agevolazione’. Il corrispettivo corrisposto al general contractor per l’attività di mero coordinamento non rientra tra le spese ammesse al Superbonus in quanto non si tratta di costi direttamente imputabili alla realizzazione dell’intervento agevolato.
‘In sostanza, il committente può fruire del Superbonus in relazione ai costi che gli vengono addebitati da un’impresa o da un professionista, in qualità di general contractor, per l’esecuzione degli interventi nonché per il rilascio delle asseverazioni, delle attestazioni e del visto di conformità, a condizione che siano documentate le spese sostenute e rimaste effettivamente a carico del predetto committente/beneficiario dell’agevolazione, mentre non è ammesso alla detrazione alcun margine funzionale alla remunerazione dell’attività posta in essere dal general contractor, in quanto esso costituisce costo non incluso tra quelli detraibili’.
L’Agenzia delle Entrate, già con la circolare n. 30/E/2020, ha confermato che ‘sono agevolabili tutte le spese caratterizzate da una immediata correlazione con gli interventi che danno diritto alla detrazione, specificando che tra le predette spese non rientrano i compensi specificamente riconosciuti all’amministratore per lo svolgimento degli adempimenti dei condòmini connessi all’esecuzione dei lavori e all’accesso al Superbonus. Tale chiarimento è estendibile anche all’eventuale corrispettivo corrisposto al general contractor per l’attività di mero coordinamento svolta e per lo sconto in fattura applicato trattandosi, anche in questo caso, di costi non direttamente imputabili alla realizzazione dell’intervento. Pertanto, tale corrispettivo è, in ogni caso, escluso dall’agevolazione’.
La detrazione spetta anche quando il general contractor sia una ESCO (energy Service Company) che realizzerà presso vari clienti, privati cittadini o condomìni, interventi di riqualificazione energetica finalizzati alla fruizione del Superbonus.
Qualificazione dell’impresa appaltatrice e irrilevanza dell’assetto organizzativo
L’impresa che si obbliga nei confronti di un committente privato a realizzare determinate opere in regime di appalto mantiene la qualifica di impresa appaltatrice. Tale qualifica non dipende dalla modalità organizzativa prescelta per l’esecuzione delle opere, ma dall’assunzione dell’obbligazione realizzativa nei confronti del committente.
La natura di impresa appaltatrice resta sia quando l’impresa esegue i lavori con mezzi e personale proprio, sia quando li affida a terzi, mediante subappalto. In quest’ultimo caso la sua attività si concentra sul coordinamento tecnico dell’intervento, mentre l’esecuzione materiale è svolta dai subappaltatori. In ogni caso, l’impresa resta titolare dell’obbligazione principale verso il committente e, di conseguenza, delle correlate responsabilità civilistiche, amministrative e di sicurezza.
Ciò che caratterizza l’appalto è l’assunzione dell’obbligazione di risultato verso il committente. La decisione di eseguire i lavori direttamente o tramite subappalto, non incide sulla posizione giuridica né sulle responsabilità in capo all’impresa.
Trattamento fiscale del coordinamento e dello sconto in fattura e principi operativi per gli Uffici
Dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate emerge la doppia figura del general contractor che se esplica solo attività di coordinamento è considerato general contractor ‘puro’ mentre, se si occupa anche dell’esecuzione dei lavori riveste il ruolo di general contractor appaltatore.
Quando il general contractor opera come impresa appaltatrice e svolge anche attività di coordinamento amministrativo, il corrispettivo per il mero coordinamento nell’applicazione dello sconto in fattura non rientra tra le spese ammissibili al Superbonus; restano, invece, detraibili tutti i corrispettivi per l’esecuzione dei lavori.
Il fatto che la fattura del general contractor rechi esclusivamente i corrispettivi dovuti per l’esecuzione dell’appalto, senza alcuna voce distinta riferita all’attività di mero coordinamento o all’applicazione dello sconto in fattura, non consente una riproposizione automatica in tutto o in parte di tali importi da compensare per opere appaltate a compensi per servizi di coordinamento o per la gestione dello sconto. Una diversa qualificazione richiede infatti una motivazione specifica, supportata da idonei mezzi di prova, che dimostri come una quota del corrispettivo non attenga al normale margine dell’appaltatore nell’ordinaria attività di coordinamento dei lavori, ma si riferisca a un’attività di coordinamento amministrativo distinta e autonomamente remunerata.
Conclusioni
Per valutare correttamente la detraibilità delle spese è fondamentale distinguere tra le due tipologie di general contractor. Se il suo operato è di semplice coordinamento il relativo compenso non è imputabile ai lavori agevolati e, dunque, al Superbonus; pertanto, il general contractor c.d. ‘puro’ non ha diritto alla detrazione e allo sconto in fattura. Qualora, invece, il general contractor riveste il ruolo dell’appaltatore, il suo corrispettivo sarà detraibile o sarà possibile per lui accedere allo sconto in fattura. Naturalmente questo richiede il rispetto delle condizioni di legge, dei limiti di congruità, dei massimali previsti.
Ridenominazione del codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti di cui all’articolo 8 Dl n. 38/2026
Il decreto legge n. 38/2026 all’articolo 8 ha introdotto, per l’anno 2026, un contributo, sotto forma di credito d’imposta.
Per consentire la fruizione in compensazione, tramite il modello F24, del credito d’imposta in parola l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 14/E/2026 ha istituito il codice tributo ‘7079’.
Con la risoluzione n. 16/E del 23 aprile 2026 l’Amministrazione finanziaria ha provveduto a ridenominare il codice tributo ‘7079’ in ‘7079’ – denominato ‘Credito d’imposta – Articolo 8, del decreto legge 27 marzo 2026 n. 38’. Non cambiano le modalità di compilazione del modello F24 indicate nella risoluzione n. 14/E/2026.
Ridenominazione dei codici tributo per il versamento delle imposte del regime opzionale di tassazione alternativa per le imprese estere controllate (Cfc)
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 15/E del 16 aprile 2026, adegua il modello F24 alle novità del Tuir che hanno modificato la disciplina dell’opzione prevista per le imprese estere controllate (Cfc).
Per consentire ai soggetti controllanti di effettuare i versamenti delle imposte del regime opzionale di tassazione alternativa per le imprese estere controllate, l’Agenzia ha fornito le dovute istruzioni.
L’Amministrazione finanziaria ha provveduto anche a rideterminare i codici tributo per il versamento dell’imposta disciplinata dall’articolo 167, comma 4-ter del Tuir. L’aggiornamento si è reso necessario a seguito delle modifiche operate dal decreto legge n. 84/2025, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2025 n. 108.
Ad essere ridenominati sono i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 64/E/2024. Restano ancora valide le modalità di compilazione del modello F24 contenute nella richiamata risoluzione n. 64/E/2024.
Istituzione del codice tributo per l'utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti di cui all’art. 8 Dl n. 38/2026
Per l’anno 2026 il legislatore ha previsto un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari all’89,77% dell’importo richiesto dalle aziende che hanno presentato le comunicazioni di cui all’articolo 38, comma 10, primo periodo, del decreto legge n. 19/2024 – ‘Transizione 5.0’, e che hanno ricevuto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la comunicazione che l’investimento risponde tecnicamente ai requisiti di ammissibilità previsti dal decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy 24 luglio 2024.
Il credito d’imposta in parola è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
Al GSE spetta il compito di trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie e l’importo del credito concesso, nonché le eventuali variazioni.
Ciascun beneficiario può visualizzare l’ammontare dell’agevolazione fruibile in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale.
Per consentire l’utilizzo in compensazione della suddetta agevolazione, tramite il modello F24 da presentare attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, la stessa ha istituito il codice tributo ‘7079’ denominato ‘Credito d’imposta – Transizione 5.0 – Articolo 8, del decreto legge 27 marzo 2026 n. 38’.
Istituzione della causale per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, delle sanzioni e degli interessi di spettanza della Cassa dottori Commercialisti
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 1°aprile 2026, ha istituito la causale contributo per il versamento, tramite il modello F24, dei contributi previdenziali e assistenziali, delle sanzioni e degli interessi di spettanza della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei dottori commercialisti.
La nuova causale contributo è la seguente: ‘E150’ denominata ‘Cassa Nazionale di previdenza e assistenza a favore dei Dottori commercialisti – adempimenti CNPADC’.
Scadenzario Fiscale
04 Mag 2026 (1)
1) Contratti di locazione: registrazione e versamento imposta di registro
18 Mag 2026 (47)
1) Versamento imposta sugli intrattenimenti
2) Tobin Tax: Versamento dell'imposta dovuta sui trasferimenti della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi nonché di titoli rappresentativi dei predetti strumenti
3) Tobin Tax: Versamento dell'imposta dovuta sulle operazioni su strumenti finanziari derivati e su valori mobiliari
4) Tobin Tax: versamento dell'imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative alle azioni, agli strumenti finanziari partecipativi, ai titoli rappresentativi, ai valori mobiliari e agli strumenti finanziari derivati
5) Versamento rata del saldo Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale
6) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
7) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
8) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
9) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
10) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
11) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
12) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
13) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
14) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
15) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
16) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
17) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
18) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
19) Versamento dell'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione
20) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
21) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
22) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
23) Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
24) Soggetti che corrispondono redditi di pensione: versamento della rata relative alle imposte dovute in sede di conguaglio
25) Enti pubblici che corrispondono redditi di pensione con vincolo di tesoreria unica: versamento della rata relative alle imposte dovute in sede di conguaglio
26) Enti pubblici con vincolo di tesoreria unica: Versamento ritenute operate nel mese precedente
27) Enti pubblici con vincolo di tesoreria unica: Versamento ritenute operate nel mese precedente
28) Enti pubblici con vincolo di tesoreria unica: Versamento ritenute operate nel mese precedente
29) Enti pubblici con vincolo di tesoreria unica: Versamento ritenute operate nel mese precedente
30) Enti pubblici con vincolo di tesoreria unica: Versamento ritenute operate nel mese precedente
31) Versamento ritenute operate sui canoni o corrispettivi incassati o pagati nel mese precedente relativamente ai contratti di locazione breve previsti dall'art. 4, commi 1 e 3, del D.L. n. 50/2017
32) Condomini in qualità di sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
33) Contribuenti Iva trimestrali "per opzione": versamento Iva 1 trimestre
34) Liquidazione e versamento dell'Iva relativa al mese precedente
35) Soggetti passivi che facilitano, tramite l'uso di un'interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza di telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop: liquidazione e versamento IVA relativa al mese precedente
36) Contribuenti Iva trimestrali (subfornitori): Versamento Iva dovuta nel 1 trimestre relativa alle operazioni derivanti da contratti di subfornitura
37) Associazioni sportive dilettantistiche e soggetti assimilati: versamento Iva 1 trimestre
38) Enti pubblici con vincolo di tesoreria unica: liquidazione e versamento Iva mese precedente
39) Split payment: versamento dell'IVA derivante da scissione dei pagamenti
40) Enti pubblici con vincolo di tesoreria unica: versamento saldo IVA 2025
41) Soggetti che hanno affidato a terzi la contabilità: Liquidazione e versamento dell'Iva relativa al mese precedente tenuto conto dell'Iva esigibile nel secondo mese precedente.
42) Split payment: versamento dell'IVA derivante da scissione dei pagamenti
43) Split payment: versamento dell'IVA derivante da scissione dei pagamenti
44) Split payment: versamento dell'IVA derivante da scissione dei pagamenti
45) Contribuenti Iva trimestrali "naturali": versamento Iva relativa al 1 trimestre
46) Versamento rata del saldo Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale
47) Versamento dell'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione
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- Incarichi di sindaco e revisore, attività di controllo contabile e fiscale.
- Consulenza e in ambito tributario e contenzioso tributario.
- Consulenza e assistenza nella predisposizione di contratti commerciali.
- Assistenza nella predisposizione di atti societari, delibere societarie ed operazioni straordinarie, redazione della contrattualistica privata e societaria, consulenza in materia contrattuale.
- Consulenza e assistenza nei rapporti con gli istituti di credito del cliente;
- Consulenza in materia successoria, dichiarazioni di successione
- Amministrazioni condominiali.
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Reggio Emilia: 42121 - V.le IV novembre 8